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Antonio Giovinazzi si racconta.

Il pilota di Formula Uno ha scelto di farlo scrivendo una lettera a Inchiostro di Puglia, la comunità digitale che racconta la regione e fa sentire a casa chi è dovuto emigrare.

Caro Inchiostro di Puglia,
mi chiamo Antonio e la mia è una di quelle storie che viaggiano a 300 km/h.

Vengo da Martina Franca, TA. Dove è cominciato tutto. Dove fin da bambino avevo soltanto un obiettivo: quello di diventare un Pilota di Formula1.

Ricordo che nella mia classe, in prima elementare, eravamo in 13 ad avere lo stesso sogno. E aumentando il raggio di azione, ecco che la concorrenza diventava serratissima, soprattutto considerando che la griglia di partenza si compone di soli 20 piloti provenienti da ogni angolo del pianeta.

Sapevo che non sarebbe stato facile. Fin dalle mie prime gare sui Go Kart, anche se avevo dimostrato un certo talento, ero consapevole che la concorrenza era assai. Ma questo non mi ha mai spaventato, volevo solo dimostrare a tutti che facevo sul serio.

Così, mentre nella mia classe i piloti sognatori, con il passare del tempo, subivano un crollo clamoroso diventando chi futuri astronauti, chi calciatori e chi vigili del fuoco, io no!

Io non ho mai cambiato idea, neanche per un secondo.

E ci ho creduto in pista, quando ad ogni giro sentivo il dovere di dimostrare sempre qualcosa in più rispetto a tutti gli altri. Dovevo dimostrarlo a chi ha creduto in me, la mia famiglia in primis, che non si stava sbagliando. Che io stavo facendo terribilmente sul serio.

Per ripagare i miei genitori, che la domenica (partendo da Martina Franca) erano costretti anche a farsi più di 100 km per accompagnarmi nei vari circuiti.

Poi crescendo, la necessità di nuovi stimoli, di alzare sempre di più l’asticella, la voglia di sfidare i migliori. Per questo motivo la mia terra, la mia Puglia, era diventata troppo piccola, le risorse economiche richieste troppo importanti, e il mio sogno era ormai diventato “il mio obiettivo”.

Così ho iniziato a girare il mondo facendo quello che più amo fare. Ho percorso km avendo sempre in testa da dove sono partito e dove volevo arrivare. Ho vinto, ma ho anche perso. E come in tutte le belle storie ho incontrato persone eccezionali che hanno creduto in me.

Quello che è accaduto dopo è cronaca sportiva…

Anche se sono ancora quel bambino di Martina Franca che alla maestra rispondeva “Da grande voglio fare il pilota di Formula1!”

Amo la mia Puglia e la porto nel cuore ovunque viaggio. Caro Inchiostro di Puglia, potrei chiudere questa lettera qui, ma tra poco inizierà la prossima stagione e voglio riservarmi la possibilità di proseguire questa storia, come prosegue il mio sogno…